AMAMI
PLACIDO DI STEFANO
AMAMI
PeQuod edizioni, 2006, pp. 256, € 16,50
L'amore consumato, perso, cercato, abbruttito dalla violenza, di nuovo cercato, naufragato e chissà. Un'esistenza divorata dalla noia e dalla quotidianità, in fuga da una realtà piatta e insignificante, per un dove che superi i limiti di un'essenza imbrigliata da lacci di un passato che torna e che pare non volersene mai andare. Neppure per poco, neppure davanti ad un foglio bianco in una macchina da scrivere, occasione di sfogo per un io che non riesce ad esprimere altro che parole accostate senza senso.
“Amami”, primo romanzo di Placido Di Stefano, finalista al premio Calvino 2004, è un libro a tinte forti su una tematica ricorrente e sfruttata come quella dell'amore, ma con qualcosa in più. A sorreggere una scrittura diversa, spezzata o più fluida a seconda dello stato d'animo del protagonista, in un ritmo a volte martellante, a volte meno intenso, descrittivo al punto giusto e mai prolisso, è una vicenda non prevedibile, che mostra dell'amore anche i volti oscuri, quelli che si vorrebbe non vedere. La violenza verbale di un matrimonio finito forse senza un perché, la violenza carnale su un ragazzino impaurito che non riesce a dire basta, la violenza psicologica di animi volubili, insicuri e prepotenti, sono ingredienti di una vicenda che segna il lettore, tenendolo incollato fino all'ultima pagina.
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