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CORALE S.CECILIA

Gli inizi della Corale non sono individuabili con precisione: a memoria, anche degli Anziani, essa è sempre esistita a Vanzago: ha visto succedersi periodi di fulgore e periodi di decadimento; periodi di burrascosa effervescenza e tempi di faticosa sopravvivenza, fino al rifiorire di questi ultimi anni.
Essa comunque è testimonianza di un interesse permanente nel tempo e di un attaccamento costante della Comunità Parrocchale per le Celebrazioni Liturgiche, per renderle più solenni e partecipate.

Alla sua guida si sono succeduti nel tempo diversi Direttori: a memoria si ricordano:
- il fatidico "Tugnèla", Antonio Colombini, da fine anni '30 a metà degli anni '50;
- Libero Soldati, dalla metà degli anni '50 agli anni '61-'62;
- Gianni Cozzi, dal 1962 - '63 al 1968-'69.
- attualmente è diretta da Ezio Airaghi, che è subentrato a Gianni Cozzi nel 1969, a causa degli impegni "sponsali" di quest'ultimo.
Tutti sono stati coadiuvati da collaboratori che all'organo o ai vari strumenti o in altro modo hanno prestato e prestano un aiuto e un servizio umile e prezioso, oltre che indispensabile.

Gli anni '70 sono stati anni burrascosi per tutta la società italiana e internazionale: anche nelle Comunità cristiane entrarono le bufere del dopo '68, e la nostra di Vanzago non ne fu indenne: contestazioni, crisi, scontri... spesso anche in buona fede, ma spesso per un presunto meglio personalmente intravisto, sia sul piano politico, sia su quello dell'impegno sociale; e questo travaglio accadde anche in ambito ecclesiale.
In simile contesto, e per quanto la riguarda specificamente, la nostra Corale dovette subire le bordate dell'allora Coadiutore, don Giuseppe Riva, che, nei primi anni '70, in un crescendo di accadimenti e in diverse circostanze, compresi incontri non ecclesiali, giunse a definire la Corale " il residuo trionfalistico della Chiesa ...".
Questa concezione e questo atteggiamento, duro anche sul piano personale, si inserirono per di più in una situazione di "pesante ruvidità" di rapporti tra Oratorio e Parrocchia; consentirono addirittura una pubblica contestazione dall'altare durante la s. Veglia Pasquale del 9 aprile '77 da parte di alcuni Oratoriani e ne conseguì che attorno alla Corale si creasse un sostanziale vuoto e una ostilità, da parte di molte componenti, non tutte, del mondo oratoriano, che solo col tempo si diluì in diffidenza.
La conseguenza negativa fu che per decenni non ci furono più ingressi da parte di Oratoriani/e in Corale, come invece avveniva in precedenza come naturale sviluppo di chi, crescendo, si apriva anche alle dimensioni più ampie e comprensive di tutti della Parrocchia.
I Parroci succedutisi nel periodo, don Giuseppe Sacchi e don Mario Ceriani, sostenendo invece decisamente una corretta interpretazione delle determinazioni sia Conciliari, sia post Conciliari, sia quelle
delle diverse Commissioni Liturgiche nazionali applicative, difesero e sostennero il permanere della Corale, affidandole l'applicazione delle indicazioni liturgiche anche nuove, di cui parleremo più avanti.
(Queste direttive trovarono e trovano continue conferme anche nelle riflessioni e indicazioni di Papa Paolo VI e dell'attuale Papa Giovanni Paolo II, ancora oggi.)

Successivamente le cose iniziarono nettamente a migliorare: già l'allora nuovo Coadiutore, don Fausto Ceriotti, arrivato in Oratorio nel 1978, aveva impostato un rapporto tutto nuovo con la Corale, personalmente costruttivo, e ciò aveva permesso di superare gradualmente molte barriere e diffidenze: nei primi anni '80 si giunse ai primi raccordi per le Celebrazioni Natalizie; il 7 giugno 1987 si riuscì a collaborare direttamente per festeggiare insieme il 40° di Sacerdozio di don Mario. Questo fatto fu, per don Mario, di tanto, tanto conforto: lo confidava con gli occhi umidi.
Simili collaborazioni si ripeterono anche per altre occasioni in seguito:
Consacrazione del Santuario (1990); Visita pastorale del Cardinal Martini; Liturgie della Settimana santa; alcuni Concerti di Natale, ecc.
A rasserenare ulteriormente il clima, per quanto riguarda la Corale, contribuì pure il nuovo Parroco, don Franco Crippa, inviato dal Vescovo a Vanzago il 26 giugno '88, dopo la morte di don Mario, avvenuta il 22 febbraio dello stesso anno.
Come i suoi predecessori Egli mantenne un rapporto quasi familiare con la Corale, assistendo spesso anche a momenti delle prove settimanali, che ancor oggi si svolgono nel salone parrocchiale.

Siamo così arrivati ai giorni attuali: a don Franco, ritiratosi per gravi motivi di salute e morto poi il 13 agosto 1999, era nel frattempo succeduto don Angelo Gervasoni, l'attuale Parroco.


Oggi:

La Corale sta vivendo uno dei periodi forse più affascinanti della sua Storia:
- sono arrivati nuovi cantori, anche non italiani;
- continua con passione a partecipare e a far partecipare la gente alle Liturgie solenni celebrate in Parrocchia;
- ha continuato, come da anni, le collaborazioni con la Banda Musicale nei Concerti di Natale, eseguendo anche parti sue proprie;
- ha affrontato Autori e Repertori sempre più affascinanti e impegnativi, mantenendo comunque vivo il Repertorio già acquisito;
- ha sostenuto un vero e proprio Concerto in occasione dell'Anno Santo 2000, il 28 ottobre 2000 e il 5 gennaio 2001, con esiti lusinghieri e con la caratteristica tutta sua di essere pensato e svolto come un "cammino di meditazione", di cui i Brani eseguiti erano una sorta di magnifico commento musicale.
Di questo "Concerto meditativo" esistono sia i testi del "Cammino" che le registrazioni dal vivo dei Brani eseguiti, riportate in CD e Musicassette.

Attualmente la Corale è composta da 8 soprani, 9 contralti, 7 tenori, 6 bassi.
Tra i componenti sono presenti un Camerunense, un Americano e un Albanese.
Qualcuno di noi è già passato a cantare nella Polifonia del Paradiso:

La Corale oggi è una realtà viva, e come tale è anche vivace, sostanzialmente unita e costante nell'impegno di servizio alla Comunità affinché anch'essa viva la Liturgia come Incontro vero e vitale con la "Bellezza, l'Armonia fatta carne", cioè con Gesù Cristo, presente e vivo nei Segni sacramentali, dentro la stessa Comunità.
Per questo la Corale anima e sostiene la partecipazione del Popolo cristiano nelle Liturgie più solenni nel corso dell'Anno Liturgico, quali il s. Natale, l'Epifania, la Pasqua, la Pentecoste, il Corpus Domini, ecc.
A richiesta, anima anche la celebrazione del Matrimonio di quegli Sposi che desiderano celebrarlo in un contesto lieto e solenne di preghiera cantata. Inoltre, svolge un'azione costante di animazione presso la Fondazione Ferrario, che ospita molti anziani nella nostra comunità.
Questa è anche la principale fonte di auto finanziamento della Corale per le sue spese e per sostenere l'effettuata adozione a distanza di una bambina.
Chiunque desideri parteciparvi è semplicemente gradito e atteso: gli si chiede solamente serietà di intenti
(= presenza alle prove settimanali), un minimo di intonazione, e una disponibilità ad esserci nelle grandi Solennità.
A tutti la Corale chiede il sostegno della simpatia e dell'apprezzamento per il lavoro comunque serio, impegnativo e prolungato nell'anno, che essa sostiene.
Soprattutto Essa invita tutti a valorizzarla veramente con il pregare
- cantando con lei nelle Liturgie;
- dialogando con lei, o, insieme con lei, con il Celebrante e con i vari Ministri liturgici;
- partecipando con il silenzio di un cuore "com-mosso" alle grandi "preghiere musicali" che esegue: esse sono parte del Patrimonio prezioso e vita del Popolo cristiano nella Storia. Esse devono essere e sono innanzitutto la "sua" preghiera, affinché diventino quella di tutti.

Il Percorso "Artistico"

* Nel '69 la Corale consiste in un gruppo di ragazzi e ragazze che esegue nelle Solennità canti a voce unisona con accompagnamento del solo Organo.
* La Costituzione conciliare sulla liturgia apre proprio in quell'anno la possibilità di usare anche altri strumenti. Per questo, anche sull'onda di entusiasmi e fermenti del periodo, nel Natale '70 si esegue la prima s. Messa con accompagnamento di strumenti a corda e a percussione.
I canti sono ancora all'unisono e si fa riferimento prevalentemente al Repertorio di M. Giombini.
* Negli anni successivi si attuano due evoluzioni:
- per la parte strumentale si eliminano le percussioni e si inseriscono strumenti a fiato: tromba e sax (piccola curiosità: il metodo indolore di simili evoluzioni era, e sarà poi anche in seguito, la partenza per il servizio militare degli strumentisti...);
per la parte vocale ci si orienta ai brani un po' più impegnativi di Giombini, utilizzando i canti a canone e quindi approdando ai primi tentativi polifonici;
ci si apre contemporaneamente ad altri Repertori.
* Il processo evolutivo continua affrontando Autori diversi e fa un deciso passo in avanti quando, venuto meno definitivamente anche il sax, si hanno i primi contatti con le altre Corali dei paesi vicini e dell'intera Diocesi, negli incontri annuali: siamo a metà degli anni '70.
* L'esempio delle altre Corali, gli incitamenti di don Mario, la riflessione sulle indicazioni conciliari (necessaria anche per le continue pressioni sopra accennate) fanno sì che ci si apra definitivamente a un Repertorio molto più ampio non solo dal punto di vista quantitativo, ma soprattutto dal punto di vista qualitativo: si affrontano ed eseguono autori classici (dopo Autori vari e canti corali, nel '78 si affronta per la prima volta Bach) ma anche Autori moderni e contemporanei, come Deiss, Bartolucci, Nadalin - Zito, Migliavacca, Zardini ecc.
* Nel '78 la Corale consta ancora di 8 soprani, 11 contralti, 3 tenori, 6 bassi e due organisti.
* Il Patrimonio prezioso costituito dalle musiche e dai canti che hanno fatto e fanno la nostra Storia cristiana e che continuamente ci vengono richiamati e proposti negli incontri diocesani diventano sempre più oggetto di studio e di preghiera liturgica nostri.
* Ci si riapre così al canto in Latino, la grande lingua della Chiesa, come richiesto anche dal Concilio Vaticano II, soprattutto per il rilancio del Canto Gregoriano;
e si prega anche con canti delle Liturgie cattolico-orientali: perché la nostra Chiesa è veramente "cattolica", cioè universale!
Nel 1978 si prende particolarmente sul serio l'invito della Conferenza Episcopale Italiana, e con il consenso convinto di don Mario iniziamo ad accompagnare le prime s. Messe con canti della Liturgia slavo cattolica, in occasione della Settimana di preghiera per l'Unità dei Cristiani (18 - 25 gennaio). Ovviamente preoccupandoci di far capire, seguire e pregare tutti mediante traduzioni e/o fogli distribuiti.
* In questo cammino ci si apre anche ai primi canti "a Cappella" (cioè senza l'accompagnamento di strumenti): con il ... servizio militare degli organisti (!) questa modalità di canto, dapprima inevitabile, diventa poi una precisa e convinta scelta artistica, anche se non esclusiva.
Siamo nella prima metà degli anni '80.
* Ci piace ricordare il commento alla fine di una s. Messa di quegli anni da parte di Mons. Corti, allora Vescovo ausiliare di Milano e attuale Vescovo di Novara: " Avete eseguito canti non molto complessi, ma cantate veramente con molto gusto... è stato bello pregare ascoltandovi".
* Continuano negli anni gli incontri con il Centro di Musica sacra a Milano (nell'86 Presidente è don Luciano Migliavacca, Direttore della Cappella Musicale del Duomo di Milano, e suo stretto Collaboratore è don Sandro Casiraghi).
* Gli apprezzamenti si trasformano anche in inviti: così il 13 novembre 1982 la Corale di Vanzago accompagna polifonicamente la celebrazione della s. Messa nel Duomo di Milano, su invito di Mons.
Bossi.
* Nel gennaio '87 arriva a sorpresa un primo invito dall'Assessorato alla Cultura di Vienna per una prova a Vienna in vista dell'iniziativa "Natale vivente a Vienna": manca ovviamente il coraggio di accettare e di tentare.
* Analogo invito perviene nel maggio del '90, in vista dell'Avvento '90 a Vienna, ma anche questa volta, benché più attrezzati, lasciamo cadere l'invito.
* Il 30 settembre '90, al termine della Consacrazione del Santuario della Madonna del Suffragio di Vanzago, il Card. Martini facendosi personalmente incontro al Direttore della Corale ringrazia "perché avete colto bene e fatto vivere questa celebrazione sia con i vostri canti polifonici sia perché avete fatto partecipare bene al canto anche l'intera Assemblea ". Siamo ovviamente fieri e grati per questo riconoscimento.
* Analogamente si espresse lo stesso Card. Martini al termine della s. Messa del 4 giugno '94, Vigilia della Pentecoste e conclusiva della Visita Pastorale in Vanzago, facendo chiamare in Penitenzieria il Direttore della Corale e ribadendo sostanzialmente i contenuti dell'apprezzamento precedente: ciò confermò che eravamo (e siamo) sulla strada giusta.

* Negli anni '90 il Repertorio della Corale si è ormai aperto a numerosi Autori sia grandi che meno conosciuti; sia già consacrati dalla grande Tradizione cristiana che contemporanei; sia più impegnativi che più semplici, ma mai banali.
Aumenta la consapevolezza e la fierezza di appartenere veramente a una Storia grande e affascinante.
Oggi, agli Autori iniziali si sono aggiunti Palestrina, Da Vittoria, Bach, Handel, Sibelius, Grancini ... Bartolucci, Migliavacca, Marcianò, Kodaly, Yon ... canti della liturgia slava, romena, russa...

* Inaspettatamente, ma non del tutto per chi se ne intende, il Card. Martini affida ora "ai Presbiteri ... e alle Corali" il recupero e il rilancio anche del Canto Liturgico Ambrosiano, perché anche tutto il Popolo torni a
cantarlo.
Dopo diversi tentativi editoriali parziali, nel dicembre 1999, il Cardinale propone il Volume "Psallite Deo nostro", (edito grazie alla collaborazione della Provincia di Varese, che ha sostenuto le spese di edizione; 1^ edizione - anno 2000), e su di esso testualmente scrive:
" ... Lungo i secoli, accanto all'arte figurativa, grande rilievo e significato ebbe anche l'arte musicale, quella soprattutto che alla preghiera liturgica ha fatto da accompagnamento, non solo esteriore e ha dato espressione corale, in una bellezza grandiosa ed umile insieme. Penso in modo particolare al canto sacro che ha sempre integrato le celebrazioni delle comunità cristiane succedutesi nel tempo, in una lunga tradizione di fede e di arte.
La Chiesa ambrosiana ha avuto la fortuna di un canto liturgico proprio, restaurato e ripristinato nel ventesimo secolo ... dal Card. Arcivescovo. Beato Ildefonso Schuster....
Nell'anno santambrosiano (1997) abbiamo voluto offrire a tutte le Parrocchie un'antologia di brani del nostro "canto fermo" nella raccolta "Antifonale semplice - Canti Ambrosiani".
Ora, in occasione del Giubileo ... ecco una nuova pubblicazione ...
Mi rivolgo in particolare ai Presbiteri, perché guidino musicalmente le loro comunità nelle celebrazioni liturgiche, proponendosi essi stessi come esecutori delle parti proprie; e alle Schole cantorum, perché, svolgendo il loro servizio ministeriale di guide esemplari del canto dell'assemblea, sostengano anche le
monodie più semplici, ed offrano all'ascolto i canti ambrosiani, opportunamente scelti e distribuiti nel corso delle celebrazioni più solenni. ... "

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